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Il campanile di San Bassiano

A cura di Maurizio Bonardi.

Nel 1908, quasi alla fine della sua vita terrena, Monsignor Carlo Vismara volle lasciare alla comunità sambassanese un meritorio segno della sua infaticabile attività di pastore e mecenate: il rifacimento e l'innalzamento del campanile della chiesa parrocchiale.

Una bella foto, dell'archivio Pusterla-Cortesini di Soresina, scattata nel 1901 è l'unico documento della vecchia torre che per quasi quattrocento anni era stata la sentinella del paese per quanti, arrivando da Cremona o da Milano, dopo aver lasciato Basso Serio e attraversato il Ponte Vecchio, alzando gli occhi, la vedevano svettare sulla costa a ridosso del palazzo del Comune. La massiccia torre, tozza per come la conosciamo ora, in stile romanico, simile, ma più grande di quella della Chiesa della Beata Vergine del Rosario, terminava con una elegante bifora lasciata a mattoni a vista, dove alloggiavano le quattro campane. Un piccolo pinnacolo a cui era fissata la croce in ferro, si ergeva sopra il tetto, identico ai tre che sovrastavano il timpano della facciata e che si vedono bene nella foto, demoliti nel 1916 quando per opera di don Carlo Bossi vennero allungate le navate e rifatto il prospetto.

In molte parrocchie limitrofe, Formigara, Cappella Cantone, Gombito, Pizzighettone, per citarne alcune, agli inizi del secolo scorso si provvide a seguito di un rinnovato fervore religioso e di un periodo di relativo benessere al rifacimento della torre campanaria e San Bassano non fu da meno. Gli impegnativi lavori che avevano assorbito le finanze della nostra comunità e anche le sue personali, quali l'ampliamento della chiesa parrocchiale con l'aggiunta delle navate laterali, la costruzione del primo nucleo dell'Istituto San Carlo per cronici, il riassestamento del Cimitero con la costruzione della cappella principale e dell'ingresso, non dissuasero Monsignor Vismara dalla sua febbrile attività verso le opere. Fu così che commissionò al giovane ingegnere Carlo Brovelli, nato ad Angera, ma soresinese di adozione, il rifacimento e l'innalzamento della torre campanaria secondo uno "stile finto rinascimentale" che si vuole ispirare alla ghirlanda del Torrazzo.

Il Brovelli, ben inviso agli ambienti religiosi, trovò negli operosi parroci della zona terreno fertile per le sue opere. Molti sono i lavori da lui realizzati (la facciata della Chiesa del monastero della Visitazione, la chiesetta dell'ospedale Robbiani, alcune cappelle gentilizie nel cimitero di Soresina) e tra i primi quello del nostro campanile. Da noi lavorerà anche in altre occasioni; per alcuni reparti dell'Istituto Vismara e per l'oratorio maschile, come è stato possibile appurare visionando l'archivio che conserva le sue committenze, oggi, ancora depositato nel palazzo ove era sede il suo studio.

Diverse cartoline raffiguranti scorci di San Bassano, testimoniano come durante l'estate 1908 un ponteggio aereo ingabbiava la parte alta della struttura. La torre non venne demolita se non nella parte terminale ove si aprivano le graziose bifore. Il marca-piano che è oggi presente appena sotto l'orologio già si vede nella foto del 1901. Sul tronco romanico l'ingegnere soresinese costruì al posto delle due aperture un solo arco per lato a formare la nuova cella campanaria ove verrà alloggiato un nuovo castello per le campane, in ferro, a sostituzione del precedente in legno. Il concerto passò da quattro a cinque bronzi. Quattro oculi ciechi, di cui uno portante l'orologio posto sul lato rivolto verso la facciata, formavano insieme al falso bugnato la decorazione della parte sottostante la cella campanaria, la parte in sostanza non toccata dagli interventi di rifacimento. La guglia invece, rappresenta la novità architettonica. Sopra la cella campanaria verrà realizzato un tamburo ottagonale dotato di leggiadre bifore che formerà il basamento per la cuspide. Una palla e una croce di cemento (distrutte nel 2008 a causa di un violento fulmine e poi sostituite in metallo) completavano l'opera. Tutto per la ragguardevole altezza di 39 m.

Il concerto delle campane, ora suonano 5 bronzi, fu sostituito diverse volte e per disparati motivi: nel 1947, nel 1970 vi fu l'elettrificazione, nel 1982 a seguito della rottura del "campanone" e nel 2003 durante i lavori di restauro quando la torre venne completamente rinnovata all'interno, con il rifacimento degli impianti, della scala e del castello delle campane e all'esterno con il consolidamento della parte muraria e delle decorazioni mancanti, nonché con un vistosa tinteggiatura.

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Ritratto di Marco Gerolamo Vida
Il mio San Bassano presso le dolci rive dell'amenissimo Serio scorrente intorno all'avito podere dove nei mesi estivi c'è tanta ombra e fresco.
(Marco Girolamo Vida, poeta, XV secolo)