Comune di San Bassano

e Parco del Serio Morto


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Comune di San Bassano
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Lo svuotasoffitta

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Lo svuotasoffitta è il mercatino di San Bassano, rivolto a tutti coloro che devono svuotare soffitte, solai, cantine, portici, garage...

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Contenuto

Cenni storici

  • Le origini
  • Nel medioevo
  • Dopo il XV secolo

Le origini

Tomba rinvenuta in località; Serragli (dal libro "Cenni storici" di Silvio Ventura)La scoperta di una necropoli tardo romana è il primo tassello per ricostruire una storia di San Bassano. Durante alcuni lavori di estrazione di ghiaia furono rinvenute nel 1983 in località Serragli numerose sepolture. Il dosso ove questo tombe sono state rinvenute si trova sopraelevato rispetto alla valle del Serio Morto e a quello che in quel periodo era il "Lago Gerundo" e poco distante dal tracciato romano che collegava Cremona a Milano (Strada Regina).

Le inumazioni ritrovate in grande numero (oltre 20) di differenti tipologie e misure (anche per bambini) lasciano pensare ad un insediamento consistente e seppure di difficile datazione i resti, non contenendo corredo, sono stati assegnati alla fine del periodo romano o ai secoli di passaggio al medioevo (VI, VII sec. d. C.).

La strada romana individuata sul tracciato rettilineo di una esistente strada campestre, leggibile in tutto il suo percorso da Cremona a Milano se non per i tratti interessati dal passaggio di un fiume, come per l'attraversamento della valle del Serio Morto, sottolinea ulteriormente la presenza di popolazioni stanziali sicuramente già dal periodo romano.

Nel medioevo

Autore ignoto: Sant'Antonio da Padova, particolare. Vi compare un castello che la tradizione vuole sia l'antico maniero di San Bassano.Alcune rilevanti testimonianze di edifici religiosi, costruite dalle prime popolazioni convertitesi al cristianesimo, su preesistenti fabbricati di culto pagano, situati nella zona (gli oratori di Sant'Eusebio e di San Giacomo) se visti nell'ottica di un paesaggio morfologicamente diverso, l'abbondanza di acque che periodicamente esondavano e cambiavano aspetto al territorio completano l'immagine dei primi periodi di vita del nostro paese. (Vicus Seriosus è il nome che sembra avesse San Bassano in questo periodo). La stessa Via Regina sarà un importantissimo mezzo di transito per tutto il periodo medievale e oltre.

I pellegrini che numerosi si spostavano su queste strade romane minori, ma anche i commerci e gli eserciti avevano pian piano individuato nel piccolo agglomerato a ridosso del Fiume Serio (poiché fino a tutto il sec. Xl il Serio Vivo scorreva in questa valle) un punto agevole per il passaggio del fiume, ma anche un "castrum" militarmente strategico per la protezione di un territorio. Non ci stupisce perciò che nel 1157 i consoli del Comune di Cremona concedano a San Bassano (secondo solo dopo Soncino) i privilegi di borgo franco. Ed è questo il periodo d'oro per il nostro abitato, dotato di una chiesa importante intitolata a San Martino e di un ancor piì sicuro castello tanto che l'Imperatore Federico Barbarossa vi farà alloggiare nel 1159 la propria moglie Beatrice di Borgogna per un lungo periodo mentre egli con le sue truppe era all'assedio di Crema.

Ancora in questi anni, in documenti notarili ritrovati, gli abitanti dichiarano di vivere secondo la legge longobarda, parecchi toponimi, diverse dedicazioni a santi (San Giorgio, San Martino) sono il retaggio di una colonizzazione radicata di questo popolo sul nostro territorio. Un cenno a parte è da fare per ciò che riguarda l'acquisizione dell'attuale nome per il nostro paese.

Il riferimento a Vicus Seriosus non è riscontrato in nessun documento, mentre la prima "carta" che cita San Bassano con questo nome risale al 900 ed è la nota di un possedimento che il potente monastero di Nonantola ha nel nostro comune. La certezza che il paese si chiamasse così già prima dell'anno 1000, fa cadere anche l'ipotesi basata sui fatti storici realmente successi che il culto e la dedicazione a San Bassiano vescovo di Lodi fosse stata portata dai lodigiani stessi fuggiti dalla loro città nel 1158 in seguito alla distruzione della stessa da parte della vicina Milano.

Lo storico Ottone Morena descrive la diaspora dei lodigiani e di come per terra e per fiume (l'Adda) essi si siano riversati in grande quantità nei territori limitrofi. Persistenti tracce di questo evento rimangono nelle dedicazioni di chiese o cappelle anche a Pizzighettone, Cremona, Castiglione d'Adda, Gradella di Pandino. L'apoteosi del culto al vescovo laudese si avrà nel sec. XIV quando i sambassanesi trasformeranno una piccola cappella dedicata a San Bassiano che sorgeva al centro del paese in una decorosa chiesa.

Dopo il XV secolo

L'area dell'ex castello come appariva attorno al 1960Il castello sussisterà nella sua importanza strategico militare fino al 1400 quando cambiando le alleanze politiche e cambiando i confini territoriali, esso perderà la sua funzione difensiva e si avvierà ad un lento declino che lo porterà ad essere trasformato in azienda agricola. Importanti fatti religiosi come la costruzione della chiesa della Beata vergine del Rosario o la chiesa dedicata a San Bassiano connoteranno la storia di questo periodo a tal punto da cambiare spesso nel giro di pochi secoli l'aspetto urbanistico e sociale del centro.

La nascita nel XV sec. del grande vescovo poeta Marco Gerolamo Vida assurgerà orgogliosamente San Bassano a patria del novello "Virgilio Cristiano".

Il paese non rimase indenne dai tristi fatti che in quei secoli toccarono le comunità dell'alta Italia, le susseguenti invasioni di eserciti stranieri e dominazioni di potenze forestiere, le carestie e le conseguenti pestilenze (nel 1630 gli abitanti vennero ridotti di oltre un terzo) che ciclicamente fino al 1800 decimarono la popolazione.

La chiesa della Beata Vergine del Rosario in una foto degli anni '50 del XX secoloIn una rara foto del 1901, relativa alla chiesa parrocchiale, vi compare il campanile romanico. così come appariva prima della sua elevazione


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Arte e natura lungo il Serio Morto



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Marco Gerolamo Vida

Ritratto di Marco Gerolamo Vida
Il mio San Bassano presso le dolci rive dell'amenissimo Serio scorrente intorno all'avito podere dove nei mesi estivi c'è tanta ombra e fresco.
(Marco Girolamo Vida, poeta, XV secolo)