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I cognomi sambassanesi

A cura di Maurizio Bonardi.

I cognomi italiani sono spesso l'unica testimonianza di una lingua passata. In essi si trovano tutte le tracce storiche, geografiche e di tradizioni popolari che possono permettere la ricostruzione, oltreché della lingua anche di tutto quel mondo popolare dei nostri paesi, in modo speciale dei nostri paesini, immuni fino a qualche decennio fa da immigrazioni nazionali o extracomunitarie.

Alcune denominazioni di mestieri, di oggetti, di luoghi o altre voci del lessico dialettale sono sopravvissute esclusivamente in onomastica, mentre sono spesso sparite dalla lingua italiana, oppure in altri casi rappresentano l'unica sopravvivenza di toponimi o aggettivi geografici non più utilizzati o anche di nomi di battesimo ormai abbandonati da secoli. I cognomi sono pertanto custodi di lingua e tradizioni che rappresentano un patrimonio culturale importante, in tempi di globalizzazione come i nostri, meritevoli di essere studiati e salvaguardati.

Tanto per iniziare il nostro viaggio tra i cognomi sanbassanesi si possono citare quelli che, documenti alla mano, sono considerati i più antichi in assoluto nell'elenco delle famiglie tanto da essere citati nello stesso modo di quello attuale addirittura in scritture risalenti all'anno Mille. Parliamo di Clerici, Andrioli (Andreoli), De Polis (Depoli), Manfredini (Monfredini). Di pari importanza sono anche i cognomi in cui sono sopravvissuti anche nomi personali, spesso per definire "figlio di", e che con l'andare dei secoli ha assunto proprio la caratteristica del cognome: Gandolfi, Mainardi, Avanzi, Spinelli, Riccardi, Rinaldi, Aliprandi, Alberichi, Anselmi, Bernabà.

Gli errori nelle trascrizioni dei nomi a livello anagrafico si sono trascinati ancora per tutto l'ottocento e fino alla prima parte del secolo scorso, dove alle sbadataggini degli ufficiali di anagrafe spesso si sommavano l'analfabetismo di molti cittadini che a malapena sapevano comporre la loro firma e troppo sarebbe stato chiedere la corretta scrittura di essa.

Un caso esemplare di cognome sanbassanese variato dal passaggio di trascrizione da padre a figlio è stato Magarini che solo alla fine dell'ottocento era Malgarini. Oggi con i sofisticati mezzi della tecnologia è più difficile che ciò avvenga anche se ora si ha che fare con cittadini stranieri i cui nomi chissà se sono corretti... ma questa à un'altra storia.

Nella nostra anagrafe troviamo molti cognomi il cui riferimento a cose, animali, caratteristiche fisiche, lasciano intendere che secoli fa alla definizione del cognome di quella famiglia qualche componente di essa aveva a che fare con queste caratteristiche. Come non citare, cognomi come Moro, Moretti, Brunelli, Corvini, Chiari, Bassi, Bassini, Bassanetti, Grossi, Grassi, Grassani, Grandini, Bellini, Bellotti, Belloni, Gobbi, Gozzini, Rossi, Negri, Negrini, Mainetti, Bocca, dove il riferimento a caratteristiche fisiche risulta lampante o anche Galli, Gallino, Cavalli, Orsi, Volpe, Volponi, Pola, Poli, Pollastri, Polloni, Gatti, Lepre, Lepraro, Legorati, Capra, Guffi, Vacchelli, Manzoni, Lupi, Colombo, Colombini, Cicognini.

I riferimenti geografici o i luoghi di provenienza hanno marcato l'onomastica di molti cognomi ecco allora: Ungari, Spezia, Trevisi, Toscani, Spagnoli, Romagnoli, Romanenghi, Pavesi, Parmigiani, Monteverdi, Montaldi, Montanari, Monti, Monticelli, Campi, Campagnoli, Puglisi, Milani, Milanesi, Cremonesi, Mantovani, Lodigiani, Germani, Bergami, Dovera.

I soprannomi, le cosiddette sculmagni hanno certamente influenzato la nascita di nuovi cognomi anche perché esse non erano mai affibbiate a caso riflettevano sempre una specifica caratteristica del poveretto" che se le vedeva cucite addosso, non sempre per burla, a volte per i motivi più disparati (professione, carattere, aspetto fisico...). Si finiva così per conoscere la persona più con il suo soprannome che con il nome vero. Spesso in alcuni atti si sono riscontrati precisi riferimenti al soprannome, (ricordo in uno stato d'anime settecentesco della nostra parrocchia conservato presso l'archivio di una Tal dei Talidictus La Bassanetta).

Ora con l'aiuto di "Cognomi d'italia" di E. De Felice analizziamo alcuni dei cognomi più significativi presenti in paese. Agosti: può avere alla base il nome latino imperiale Augustus, cioè consacrato dagli auguri, favorito da buoni auspici. Bai/Baini: in origine anche Baj del periodo rinascimentale dove indicava alti funzionari e magistrati (da baglio o balio, balivo o baglivo); Barborini: è uno dei cognomi italiani più largamente diffusi. Alla base, attraverso un originario soprannome è un nome del mestiere barbiere, che in passato indicava anche chi esercitava la flebotomia e i salassi e in generale la chirurgia minore. Cappelli/Capelli/Capellini: di origine medievale (famosi i Capuleti di "Giulietta e Romeo") riflette un soprannome di varia motivazione e più spesso nome di mestiere. Ceruti: da un toponimo formato da cerro, una varietà di quercia (quercus cerris), di origine medievale. Clerici/Fratus: da nomi o soprannomi di condizione religiosa con origine medievale. Delfanti: cognome molto comune nel medioevo, alla base è il nome fante che significa bambino, ragazzo, giovane o garzone. Gagliardi: da un originario soprannome formato da gagliardo forte e valente, audace e valoroso. Ghidini: alla base è il nome d'origine germanica Guido, in forma di Wido o Wilto che si consolida in periodo medievale.

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Il mio San Bassano presso le dolci rive dell'amenissimo Serio scorrente intorno all'avito podere dove nei mesi estivi c'è tanta ombra e fresco.
(Marco Girolamo Vida, poeta, XV secolo)